LIBRAIO Vs LIBRAIO. Intervista a Stefano Amato
di Ciccio Rigoli
(Comincia oggi una nuova rubrica: Libraio Vs Libraio, nella quale il libraio di Ultima Books intervisterà dei suoi colleghi in carne e ossa. Cominciamo con Stefano Amato, autore del blog Renault4 e del suo spin-off L’apprendista libraio. Da pochi giorni ha pubblicato in ebook Domani gli uccellini canteranno.)
Ciao Stefano, sono Ciccio Rigoli, il tuo collega libraio digitale. Non ti spaventare, più o meno faccio le stesse cose che fai tu in libreria, però con gli ebook. Fondamentalmente l’unica differenza è che non devo spolverare gli scaffali.
Cominciamo con le domande? Via, cominciamo.
D: Il tuo libro in uscita per NullaDie, Domani gli uccellini canteranno, verrà distribuito soltanto in ebook. Come mai non è prevista la versione cartacea?
R: In parte perché volevo provare in anteprima come sarà il futuro. E poi per una volta volevo evitare tutte le “seccature” che vengono dal cartaceo: le presentazioni in libreria, le richieste di recensioni, le giacenze, le rese eccetera. Mi mancheranno soltanto le dediche. Mi divertiva, scrivere le dediche.
D: Invece di raccontarci la trama, dicci quello che non troveremo nel libro.
R: La prima cosa che mi viene in mente è che in questo libro non si troverà la prima persona. Questo è narrato in terza. Non so se abbia senso, nel 2011, scrivere un romanzo in terza persona, ma a me andava di provarci, e l’ho fatto. Anni fa avevo deciso che in tutti i romanzi che avrei scritto ci sarebbe stata una Renault4. In questo invece non c’è, mi sembra. Ma magari sono io che mi ricordo male. Per finire, direi che in questo libro non si trova un solo rigo di Letteratura.
D: A proposito, è prevista una versione ebook delle Sirene di Rotterdam (il romanzo precedente, ndR)? Io ho la versione cartacea ma sai, ormai sono un appassionato del profumo degli elettroni.
R: Questo bisognerebbe chiederlo a Transeuropa, l’editore. Secondo me prima o poi convertiranno anche le Sirene in ePub. Ma finora non mi hanno detto niente. Forse non sono interessati?
D: Lasceresti la libreria per fare lo scrittore a tempo pieno?
R: La verità è che lavoro così poche ore a settimana che per me non farebbe granché differenza.Lasciare la libreria non rivoluzionerebbe la mia vita, non come se lasciassi un impiego di quaranta ore a settimana. In più riesco a vivere con così poco, meno di duecento euro al mese,che per me campare di scrittura in teoria non sarebbe neanche tanto complicato. Se quei duecento euro al mese, anziché dalla libreria venissero dalla vendita dei libri, sì, forse mollerei la libreria. Anzi, senza forse.
D: Cosa pensi, da libraio, degli ebook? Credi potrebbero essere una buona occasione per tornare a essere consiglieri dei clienti e non più soltanto spostatori di carta?
R: Secondo me i venditori di ebook si limiteranno a essere spostatori di byte. I buoni consigli saranno riservati ai forum, ai siti letterari, e in generale filtreranno attraverso internet. Il passaparola la farà da padrone.
D. Credi che sia una buona idea cominciare a vendere gli ebook in libreria, magari per agevolare chi non ha dimestichezza con la tecnologia?
R: No, non la trovo una buona idea. Chi sa comprare un ebook, se lo compra su internet. Gli altri insisteranno con i libri cartacei, o si faranno aiutare dai figli, o impareranno. Ma non me li vedo venire in libreria con la chiavetta per fare il pieno di libri. Da commesso, una visione del genere mi manda pessime vibrazioni.
D: La richiesta più assurda che ti è stata fatta da un cliente e il cliente che non vorresti mai vedere in libreria.
R: Così su due piedi – non so se si capisce, ma sto rispondendo di tutta fretta da casa di un’amica– direi che la richiesta più assurda è stata: “in audiobook avete anche I promessi sposi letti daManz…”. Rimasta incompleta perché il cliente si è accorto in tempo di quello che stava per dire.
I clienti che non vorrei mai vedere in libreria. Mi verrebbe da dire quelli che ti chiedono quindici volte se hai tolto il prezzo dal libro; quelli che pretendono lo sconto a prescindere; i tizi aggressivi che ti trattano alla “tu non sai chi sono io”; i reduci degli anni ottanta che ti parlano senza guardarti in faccia solo perché sei un commesso. Ma sarebbe una bugia. In realtà sogno una libreria che magicamente riesca a sopravvivere senza che entri mai nessun cliente. Io me ne starei seduto dietro il bancone in tutta tranquillità a leggere e ad ascoltare i Bad Religion.Ogni tanto mi verserei un bicchiere di vino, o farei uno spuntino, o metterei il cartello “torno subito” e andrei a fare un giro. Un sogno.
D: Sul tuo blog leggo spesso, con estrema invidia, di te che vai al mare prima di andare a lavorare. Hai mai detto: “Ma basta con questo mare, perché non vado a vivere dove ci sono tram, asfalto e smog”?
R: No, mai. Al limite, mentre risalgo da un tuffo, o ascolto la musica guardando le ragazze in costume, mi capita di pensare: “e dire che a quest’ora potrei essere su un tram, tra asfalto e smog”.
D: Ultima domanda: nel tuo libro dici che ci sono persone che si scambiano delle mail e degli sms. In Italia il più grande maestro di questo genere di libro epistolare è Alfonso Luigi Marra con Il labirinto femminile. Affinità e divergenze tra te e Marra.
R: Ok, confesso che ho dovuto googlare Marra per scoprire chi è. A occhio e croce, direi che i miei booktrailer sono migliori dei suoi.

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